Nuovi dettagli sono emersi attorno al delitto di Garlasco e la posizione dei Ris, con particolare riferimento a Luciano Garofano.
Nuovi elementi sono tornati ad alimentare i dubbi sugli accertamenti svolti dal Ris dei carabinieri nell’ambito del delitto di Garlasco e l’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto nel 2007. Dopo quanto emerso sulla possibile distruzione di reperti liquidi relativi alla traccia 33, una nuova vicenda riguarda ora le impronte di scarpe rinvenute nella villetta della famiglia Poggi e le email tra il Generale Garofano e i Ris.

Delitto di Garlasco: le email tra Garofano e i suoi
Nel programma televisivo ‘Ore14‘ sono state mostrate alcune email scambiate all’epoca tra Luciano Garofano, allora comandante del Ris, e alcuni suoi collaboratori, tra cui il capitano Aldo Mattei. Al centro c’è l’impronta di una scarpa lasciata nella casa e associata ad Alberto Stasi. Si tratta di una traccia riconducibile ad una scarpa Frau numero 42, che nei mesi scorsi i consulenti della Procura di Pavia hanno ritenuto compatibile anche con l’impronta del piede di Andrea Sempio, oggi indagato nel giallo del delitto di Garlasco.
Le email, ora inserite nel fascicolo dopo la chiusura delle indagini avvenuta il 28 settembre, risalgono al periodo degli accertamenti. Il 27 agosto 2007 Garofano scriveva al capitano Mattei, incaricato di valutare la consulenza del genetista Avato, consulente della difesa di Stasi: “In linea di massima va bene. […] La parte relativa all’impronta di scarpa, in effetti non è stata affrontata da Avato però se il capitano Mattei si spingesse un po’ sull’unicità del disegno ed adombrasse una misura (con tutte le cautele del caso), sarebbe auspicabile”.
In un’altra comunicazione, Garofano chiedeva una trattazione sulle tipologie delle macchie e riferimenti alla letteratura scientifica, parlando della necessità di rispondere alle valutazioni di Avato.
I dubbi sull’operato dei Ris aumentano
Il lavoro di Mattei sulle impronte di scarpe era poi stato sintetizzato sostenendo che le tracce fossero riconducibili a un’unica tipologia di suola e che l’impronta numero 6 fosse incompleta. Secondo quella valutazione, non si poteva escludere che calzature di taglia compatibile con quelle abitualmente indossate dall’indagato avessero prodotto le impronte trovate al piano terreno. La conclusione del Ris era che le tracce fossero compatibili con la taglia di Stasi proprio perché incomplete.
A suscitare interrogativi è oggi soprattutto il riferimento di Garofano all’”unicità del disegno”. Al centro degli accertamenti, allora come oggi, resta dunque anche la traccia numero 6, quella caratterizzata dal disegno a pallini e ricondotta alla scarpa Frau numero 42.
queste e-mail A G G H I A C C I A N T I del (dottore e NON generale) garofano sono gravissimi e inammissibili, l’ennesima riprova di come lui abbia volutamente indirizzato e pilotato le indagini contro Alberto Stasi, tutto questo è sconcertante e vergognoso!!! #ore14 #garlasco https://t.co/fIOckz6GCi
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